Buoni pasto QUI! Ticket: chi ne ha diritto

Il diritto a ricevere i buoni pasto è garantito a tutti i lavoratori subordinati dell'azienda, indipendentemente dal proprio inquadramento contrattuale. La normativa, inoltre, prevede che i buoni pasto possano essere utilizzati anche quando la giornata lavorativa cade in un giorno festivo o di domenica. Il diritto a ricevere un buono pasto è inoltre garantito a prescindere dal fatto che la giornata lavorativa sia a tempo pieno o parziale.

Di seguito un elenco, non esaustivo, di alcune delle principali forme di lavoro subordinato che hanno diritto a ricevere i buoni pasto

Forme di lavoro non subordinato

Il diritto a ricevere i buoni pasto è inoltre garantito ai soggetti che abbiano istaurato con l'azienda un rapporto di collaborazione non subordinato. Le formule contrattuali interessate, sono quindi i contratti a progetto e occasionali e, più in generale, le formule contrattuali di tipo parasubordinato, includendo anche le tipologie contrattuali proprie del lavoro autonomo impiegati dall'azienda nell'ambito di uno stabile rapporto di collaborazione professionale.

Queste considerazioni valgono anche qualora l'orario di lavoro non preveda una pausa per il pasto, o anche quando il soggetto ha instaurato con il cliente un rapporto di collaborazione anche non subordinato (DPCM 18 novembre 2005, art. 5, comma 1, lettera C.) I dipendenti hanno diritto ad un buono pasto per ogni giorno effettivamente lavorato. I buoni pasto non sono cumulabili, né cedibili, né commerciabili, né convertibili in denaro; I buoni pasto non danno diritto a resto. I buoni pasto danno diritto al titolare l'acquisto di generi alimentari e non è possibile spendere più buoni pasto per lo stesso acquisto.

Il buono pasto non è cumulabile e quindi ne puoi spendere solo uno per volta. Gli esercizi convenzionati non hanno nessun diritto ad effettuare alcuna trattenuta sul valore indicato.

La Risoluzione Ministeriale n. 118/E del 30 ottobre 2006 ha stabilito che anche i lavoratori subordinati a tempo parziale, la cui articolazione dell'orario di lavoro non preveda il diritto alla pausa pranzo, ove fruiscano di buoni pasto, sono ammessi a beneficiare della previsione agevolativa di cui all'art. 51, comma 2, lettera c), Tuir.

Le motivazioni che rendono non tassabile come reddito di lavoro dipendente le prestazioni di mensa o le prestazioni sostitutive sono da ricercare nel fatto che la somma riconosciuta al lavoratore è data dal datore di lavoro prevalentemente nel suo interesse poichè, la mancanza di una mensa o di prestazioni sostitutive, produrrebbe una minore produttività del lavoratore costretto ad allontanarsi dal luogo di lavoro per consumare il pasto.

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